Come eliminare l'ansia con la sostituzione esperienziale. - Anti ansia e stress

Come eliminare l’ansia con la sostituzione esperienziale.

Come eliminare l’ansia con la sostituzione esperienziale.

L’ansia possiede una caratteristica che è sia bella che brutta: l’automatismo.
È brutta, perché nascendo da un meccanismo automatico non la possiamo controllare razionalmente. Possiamo ridimensionare la situazione con il ragionamento ma non abbiamo alcun controllo nel momento in cui sorge.

Ci dicono che forse l’azienda per cui lavoriamo dovrà licenziare gran parte del personale o che nell’ecografia di controllo è emersa una “massa” che necessita di ulteriori indagini mediche, ed ecco che arriva lei: l’ansia, e tutto diventa ostile e minaccioso. Pensieri di morte, miseria e sofferenza cominciano a tormentarci facendoci perdere il piacere di vivere le piccole gioie quotidiane.

Siamo le stesse persone che eravamo prima di ricevere quelle notizie, eppure ci sentiamo dei condannati. Possiamo fare mille ragionamenti per autoconvincerci che è inutile fasciarsi la testa prima del tempo ma non possiamo farci niente: la paura che si verifichi il peggio ci attanaglia le budella e ci mozza il respiro.

La bella notizia è che l’ansia è un meccanismo automatico. Già, ma non era la brutta notizia?

No, è anche una bella notizia, perché essendo un meccanismo automatico può essere “disinnescato”.

Come?

Ci sono diversi sistemi per disinnescare l’ansia. Alcuni agiscono tagliando il collegamento che ci fa percepire un’informazione come minacciosa a livello subconscio.

Potete rendervene conto anche subito facendo una piccola indagine tra amici e conoscenti.
Chiedete loro cosa li preoccupa di più, quale evenienza li ha fatti stare davvero in ansia e fatevelo raccontare. Vi renderete conto che le cose, le situazioni che provocano ansia sono molto diverse da persona a persona. Varia anche l’intensità delle emozioni e delle sensazioni. Potremmo definire l’ansia come una sorta di attitudine mentale alla preoccupazione.

Recidere il collegamento con la sostituzione esperienziale.

Cosa consideriamo esperienza? I ricordi di ciò che abbiamo vissuto non sono semplici registrazioni. Sono informazioni che sono state elaborate e filtrate dalla mente. Catalogate in base alla personalità, al carattere, all’importanza che viene loro attribuita nel momento in cui le avete vissute. Sull’esperienza creiamo le nostre credenze, tutti gli insegnamenti che abbiamo tratto. Lo scopo della mente è capire come funzionano le cose per cui cerca sempre un significato, un motivo, una causa. Ogni situazione che viviamo viene elaborata e collegata a tutte le altre credenze, convinzioni, opinioni. Tutto deve adattarsi ed essere coerente.

Torniamo agli esempi di prima. La notizia che l’azienda per cui lavoriamo dovrà fare grossi tagli al personale, ci mette in ansia a causa delle credenze che abbiamo costruito negli anni. Probabilmente abbiamo ascoltato storie di persone che non sono riuscite a trovare un nuovo lavoro dopo un licenziamento oppure siamo stati martellati da informazioni sulla mancanza di lavoro e ci siamo convinti di non avere alternative. Se foste vissuti in un ambiente più propositivo o con una concezione diversa sulle opportunità di lavoro sicuramente la situazione sarebbe meno preoccupante.

Nel caso dell’ecografia che necessita di approfondimenti, ci mette in ansia probabilmente perchè ci ricorda situazioni simili che possiamo aver vissuto noi o di cui qualcuno ci ha raccontato o abbiamo visto in un film. Situazioni in cui degli approfondimenti clinici hanno determinato poi una diagnosi tumorale e il collegamento mentale tumore=morte ha scatenato il panico. Se vi fosse capitato spesso di sentir parlare di approfondimenti diagnostici che non hanno rilevato nulla di anomalo, probabilmente li considerereste solo una seccatura (sono la maggioranza ma di solito la gente non ama parlarne) e non vi fareste prendere inutilmente dall’ansia. Inoltre l’emotività, in questo caso il dispiacere, che accompagnano certe situazioni le rinforza rispetto alle situazioni contrarie. Il nostro cervello è settato per intercettare tutti i possibili pericoli in modo da aiutarci a sopravvivere. Pensate all’uomo primitivo, se non si fosse preoccupato del freddo, della fame, delle tribù nemiche o dei predatori sarebbe morto molto prima Forse gli esseri umani si sarebbero estinti da un pezzo. La preoccupazione ha aiutato l’uomo selvaggio a sopravvivere, stimolandolo a cercare delle soluzioni per evitare i pericoli.

A volte purtroppo la preoccupazione diviene eccessiva. Quando non è giustificata da pericoli reali o quando fa stare troppo male, la preoccupazione diventa il nemico. Paralizza, provoca problemi di salute e toglie il piacere di vivere. In questi casi bisogna cancellare i collegamenti che legano le valutazioni delle esperienze del passato con i meccanismi ansiogeni. La vostra preoccupazione si basa su credenze ed esperienze del passato. Esperienze passate che ora voi potete sostituire con una versione più utile ed efficace.

Tra le vostre esperienze potrebbero esserci delle fantasie infantili che avete immaginato spesso o con particolare emotività. La vostra mente non fa differenza tra ricordi reali o immaginari se sono stati richiamati alla mente per un certo numero di volte o immaginati con trasporto emotivo. Ad esempio se i vostri genitori durante l’infanzia vi hanno raccontato spesso un’avventura che avevate vissuto quando eravate molto piccolo, quello che ora ricordate è probabilmente ciò che immaginavate mentre i vostri genitori raccontavano e non i ricordi reali, oppure un mix di entrambe.

Potete sfruttare questo meccanismo a vostro vantaggio per liberarvi dei ricordi e delle credenze che vi rendono ansiosi.

Un ricordo ansiogeno o limitante può essere sostituito da un altro ricordo migliore, purchè quest’ultimo sia costruito da un’esperienza, anche immaginaria, ripetuta un sufficiente numero di volte e con una certa intensità emotiva.

Nel caso dell’esempio degli esami clinici, dovreste individuare che cosa esatamente vi spaventa. Se è la situazione incerta potreste immaginare di aver affrontato in passato altre volte la stessa situazione con esito positivo e con estrema soddisfazione. Costruitevi dei ricordi in cui anche altre persone hanno dovuto effettuare accertamenti clinici. Immaginate persone malate che sono guarite. Nel caso dell’ansia provocata dalla paura di perdere il lavoro immaginate vostri amici o conoscenti che vi raccontano di aver perso il posto e di aver trovato un altro lavoro. Immaginate voi stessi licenziati in passato e riassunti. Oppure che avete avviato un’attività vostra con successo.

Dovete ricreare mentalmente tre o quattro di queste scene come se fossero successe davvero e richiamarle alla mente due o tre volte al giorno. Scene brevi che rappresentino solo il momento significativo. Dovete riviverle una dopo l’altra ogni volta dall’inizio cercando di sentire cosa provate man mano che il vostro film mentale va avanti. Le emozioni sono molto importanti perchè aiutano a dare rilevanza alla storia e a bilanciare la paura provocata dalle vostre esperienze reali.

Occorrono almeno 21 giorni continui di esercizio. Tre settimane è il tempo minimo che serve alla mente per instaurare un’abitudine, e poi potrete cominciare a notare delle differenze.

Se volete approfondire l’argomento e leggere degli esempi reali di applicazione di questo metodo,  procuratevi il libro di Giulio Cesare Giacobbe “Come cambiare il proprio passato. Con il trapianto di memoria”, lavorate con l’immaginazione ed esercitatevi ad usarla nel modo più efficace.

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