Ansia - Anti ansia e stress

Ansia

Che cos’è l’ansia, a cosa serve.

Che cos’è l’ansia.

L’ansia è uno stato d’animo di agitazione, preoccupazione e paura che può aumentare fino a raggiungere picchi molto intensi di angoscia e terrore. I sintomi fisici più frequenti che accompagnano l’ansia sono: aumento della velocità di respirazione, respirazione superficiale, capogiri, battito cardiaco accelerato, tremori, sudori freddi, rigidità muscolare, nervosismo, sensazione di “irrealtà”, problemi respiratori (sensazione di soffocamento, mancanza d’aria), svenimenti.

A cosa serve l’ansia?

Potremmo definire l’ansia come una paura anticipatoria. La paura propriamente detta si prova quando si percepisce un pericolo nell’immediato, nel presente. L’ansia invece si presenta quando pensiamo che potremmo in futuro affrontare una situazione che non vogliamo affrontare o di cui abbiamo paura. Un’eventualità che ci mette in uno stato di malessere, agitazione, apprensione e disagio.
Si tratta di un meccanismo automatico che ha lo scopo di aiutarci ad individuare minacce future per poter avere maggiori possibilità di sopravvivenza.
Immaginate uno scenario preistorico selvaggio in cui per sopravvivere dovete recarvi spesso presso una sorgente d’acqua che però è utilizzata anche da animali predatori feroci. La paura è quella che provereste alla vista del predatore. L’ansia la potreste provare anche mentre siete al sicuro nella vostra grotta/casa, pensando alla prossima volta che andrete a prendere l’acqua. La preoccupazione anticipatoria dell’ansia serve a stimolarvi ad inventare strategie per diminuire il rischio di venire aggrediti. Nel nostro esempio potrebbe farvi decidere di recarvi alla sorgente in gruppo e bene armati facendo così aumentare le probabilità di sopravvivenza.

Quando l’ansia è un disturbo psicologico?

Quando l’ansia viene estesa a situazioni improbabili o in cui non è presente alcun reale pericolo diventa controproducente e concorre essa stessa a sviluppare malattie fisiche o disturbi invalidanti come fobie e depressione. Nella versione aggiornata del “manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali“, il manuale di riferimento in cui sono classificati tutti i disagi mentali, i disturbi d’ansia sono considerati patologici:

  1. Quando non sono provocati dall’uso di farmaci o da una malattia (altrimenti sarebbero sintomi di qualcos’altro o effetti collaterali)
  2. Quando persistono per un periodo di circa sei mesi o più.
  3. Quando sono di elevata intensità e non permettono al soggetto di condurre una vita normale.

I disturbi d’ansia vengono catalogati in diverse tipologie:

Il disturbo d’ansia generalizzata.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ne soffre il 5% della popolazione mondiale. Si tratta di uno stato d’ansia continuo e spropositato rispetto alla reale pericolosità degli eventi che lo generano. Le persone con questo disturbo vivono in uno stato di forte preoccupazione e provano ansia  per qualunque evento gli si prospetti (un cambiamento nella routine lavorativa, una gita scolastica del figlio, una visita medica di controllo) Anche soltanto pensare all’eventualità di un incidente o di una malattia, seppure poco probabile, può scatenare in queste persone grosse sofferenze psicologiche. È come se vivessero  un incubo continuo. Nel disturbo di ansia generalizzata la sintomatologia più frequente comprende: irrequietezza, stanchezza fisica costante, difficoltà di concentrazione,  deficit della memoria a breve termine, tensione e rigidità muscolare e insonnia o cattiva qualità del sonno.

Il disturbo di panico.
Si verificano veri e propri attacchi di panico e terrore improvvisi. Le persone che vengono colte da un attacco di panico avvertono un crescendo veloce di sintomi dolorosi e sensazioni spaventose accompagnate dalla paura di essere in pericolo di vita.  Questi sintomi possono essere: Palpitazioni, tachicardia, tremori, vertigini, torpori e formicolii, sensazione di soffocamento, di mancanza d’aria, nausea, crampi, dolori muscolari, paura vivida e precisa di essere sul punto di svenire, di morire o di impazzire.

Fobia specifica.
È una paura esagerata e spropositata nei confronti di qualcosa che non costituisce una reale minaccia. Non può essere controllata razionalmente e chi ne soffre fa di tutto per evitare di trovarsi ad affrontare alla situazione che teme. Esempi di fobia specifica sono: paura dell’altezza, degli aghi, degli uccelli, degli spazi chiusi, ecc.

Il disturbo d’ansia sociale o fobia sociale.
Si tratta di un tipo di fobia specifica. La percentuale di persone che soffre di fobia sociale va dal 3 al 13%. Le persone che soffrono di disturbo d’ansia sociale hanno paura di comportarsi in modo goffo o sbagliato. Provano un forte disagio a stare insieme ad altre persone, soprattutto in pubblico, per paura di commettere errori, essere mal giudicate o di fare o dire qualcosa di imbarazzante, umiliante, qualcosa di cui potrebbero vergognarsi. Essere costretti a parlare in pubblico o anche solo entrare in una stanza affollata può essere vissuto come un incubo. I sintomi del disagio, come balbettare, arrossire o sudare vengono vissuti con profondo disagio e imbarazzo e aggravano ulteriormente la fobia. L’ansia sociale può riguardare anche solo una o poche situazioni specifiche, come ad esempio la paura di parlare in pubblico ma non di essere insieme ad altre persone o di parlare con una persona alla volta. Oppure può essere generalizzata ad ogni tipo di interazione sociale, anche se in questo caso si preferisce definire il disturbo come disturbo evitante di personalità.

Disturbo ossessivo compulsivo.
Il disturbo ossessivo compulsivo provoca forti sensazione di ansia e disagio che possono essere momentaneamente alleviate tramite la ripetizione compulsiva e immotivata di azioni, gesti e parole a volte anche da eseguire in un certo ordine come una specie di rituale. L’ansia che prova chi soffre di questo disturbo è dovuta alla paura che non eseguendo le azioni compulsive si verifichino catastrofi o situazioni spiacevoli. Nel disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione, ad esempio, in cui, chi ne soffre, trascorre diverse ore della giornata a ripetere rituali di pulizia e disinfezione, l’ansia riguarda la paura di venire contaminati da germi o da sostanze chimiche che vengono percepite come spropositamente pericolose.

Disturbo post traumatico da stress.
Può colpire chi ha subito un grave trauma a seguito di un’aggressione, incidente o catastrofe naturale. Oppure chi ha assistito con un forte senso di orrore e di impotenza a situazioni di grande violenza o morte di altre persone. I sintomi possono manifestarsi subito o a distanza di qualche mese dal trauma. Il sintomo principale è il rivivere continuamente l’evento traumatico nel sonno con incubi o da sveglio con pensieri ricorrenti e talvolta allucinazioni. Un’altro sintomo importante è all’opposto il rifiuto di pensare al trauma, di parlarne, evitando qualsiasi persona o situazione collegato ad esso. La persona sembra intorpidita e assente. Oppure al contrario appare estremamente nervosa ed ipereccitata con reazioni esagerate e mancanza di sonno.

Come combattere e sconfiggere l’ansia dannosa.

Questi appena elencati sono disturbi che se molto intensi o che perdurano ininterrottamente per un periodo di oltre sei mesi, richiedono l’intervento di psicoterapie cognitivo-comportamentali e in alcuni casi specifici, anche di brevi terapie farmacologiche mirate. Negli altri casi, per liberarsi da ansia e paure ingiustificate e dannose, sarà sufficiente praticare con impegno e costanza alcune tecniche per riequilibrare l’emotività, esercizi di rilassamento e ricalibrare le abitudini dannose.

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